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India 118: una riflessione sulle responsabilità penali

Lucca, 9 luglio 2011

Vorrei prendere spunto per alcune riflessioni da un’intervista al Presidente dell’Ordine di Lucca, Dott. Quiriconi, apparsa sulle cronache locali qualche tempo fa in ordine alla istituzione, da parte della ASL 2 Lucca, dell’ambulanza infermieristica denominata in codice “India 118”.

 Condividendo appieno le perplessità sull’iniziativa così come ben enunciate dal Dott. Quiriconi, mi vorrei soffermare in particolare sul punto della responsabilità che gli operatori di India 118 si accollano in questo tipo di servizio.

Ciò che segue deve essere interpretato per quello che è: semplici opinioni personali, senza la pretesa che vengano condivise da tutti gli operatori sanitari; “pensieri a voce alta”, senza la pretesa che rappresentino effettive situazioni reali; semmai spunti sui quali, però, tutti dovrebbero riflettere.

 Essendo la responsabilità penale del tutto personale e non demandabile, un qualsiasi “accidente” rilevante che si verifichi durante un servizio di India 118 – ed il rischio è alto, considerato che i casi in cui opera sono critici se non addirittura molto critici – vedrebbe coinvolto inevitabilmente l’infermiere che dovrà comunque giustificare il suo operato e mettere in discussione la propria “competenza”, indipendentemente da come questa si voglia intendere (sia “per titolo” sia “per capacità e conoscenza”).

Nella mia ultratrentennale esperienza, un processo penale per responsabilità professionale è sempre vissuto male dal sanitario ed ancor di più quando si dovesse concludere con una condanna.

Negli ultimi anni la Cassazione Penale, massimo organo giudicante, aveva per così dire “tranquillizzato” i sanitari mandandoli esenti da colpa quando avessero seguito correttamente e coerentemente le “linee guida” (o protocolli, pathways, ecc) ma una recente sentenza della stessa Cassazione (la 1873/2010 della IV sezione) sta facendo vacillare questa convinzione.

Detta sentenza (più nota nell’ambiente sanitario per l’affermazione del principio che l’unico fine della professione medica deve essere la cura del malato senza condizionamenti), nel suo svilupparsi, introduce il concetto che non tutte le linee guida sono uguali. In altre parole, attenersi a linee guida universalmente validate e condivise dalla Letteratura scientifica nazionale e internazionale non è la stessa cosa che seguire linee guida sconosciute o addirittura elaborate da singoli reparti ospedalieri magari addirittura in difformità delle prime.

 Ciò detto, allora, i protocolli secondo i quali operano gli infermieri di India 118 che validità hanno? Quali sono le fonti scientifiche da cui sono stati ripresi? Da chi sono stati elaborati e su quali basi  di “evidence” poggiano?

Sarà forse il caso che la ASL 2, a garanzia non solo del suo personale dipendente ma anche e soprattutto della salute dei suoi assistiti, pubblicizzi meglio questi aspetti fornendo maggiori dettagli sia agli operatori che agli utenti.

 E se durante un intervento l’infermiere operatore di India 118 si trovasse nella circostanza di compiere, o dover compiere, un atto tipico e certamente esclsuivo del medico quale, per esempio, una diagnosi differenziale, si parlerà ancora di “colpa” o non piuttosto si ipotizzerà un ben più grave e pericoloso “dolo” (magari eventuale) per abuso di professione medica?

 E come si comporteranno i Pubblici Ministeri (magistrati a cui è demandato di svolgere le prime indagini e di sostenere l’accusa nei processi penali) quando interverranno a danno ormai fatto (questo è il loro compito), tenuto conto di quanto il Ministero della Salute ha loro comunicato in ordine alla definizione del ruolo e della preparazione professionale dell’infermiere operatore di India 118 (con un parere assai ampio ed esaustivo ma dai toni forse un po’ troppo enfatici)?

 Mi sarebbe gradito conoscere le riflessioni su queste domande che Colleghi ed altri operatori sanitari interessati alla questione vorranno rendere note.

dottor Gilberto Martinelli

Medico Legale

 

Registro Italiano Medici - decisione Antitrust

In riferimento alla questione del Registro Italiano Medici la Federazione comunica che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con provvedimento n. 22510 pubblicato sul Bollettino n. 24 del 4 luglio 2011 disponibile sul sito dell'autorità stessa (che alleghiamo), ha stabilito che il messaggio pubblicitario diffuso dalla società in questione, costituisce pubblicità ingannevole illecita ai sensi degli artt. 1,2 e 3 del D. Lgs. 2 agosto 2007, n. 145, vietandone l'ulteriuore diffusione ed irrogando alla stessa la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 100000.

Scarica QUI la comunicazione della Fnomceo con il provvedimento Antitrust.

Bandi Strutture della Fondazione ONAOSI

Si comunica che i bandi anno scolastico e accademico 2011-2012 per l'assegnazione a pagamento dei posti nei Convitti, nei Collegi Universitari e nei Centri Formativi, nonché i Centri Vacanze, della Fondazione ONAOSI, sono disponibili persso la sede dell'Ordine o sul sito  www.onaosi.it.

PEC - Convenzioni per gli iscritti

Di seguito i dati per l'attivazione della convenzione con Aruba per la PEC al costo € 4,88 della durata di 3 anni.

Convenzione ARUBA

Codice convenzione:    OMCEO-LU-0047

 Procedura:
• L’utente accede al portale www.arubapec.it
• Clicca in alto a destra su”convenzioni”
• Inserisce il codice convenzione
• Nella pagina successiva deve inserire codice fiscale, cognome e nome
• Il sistema verificherà che i dati inseriti corrispondano realmente ad un iscritto all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia
• L’utente dovrà inserire i dati richiesti
• La richiesta della casella PEC viene salvata e vengono generati in PDF i documenti necessari alla sottoscrizione del servizio PEC.
• Il medico potrà pagare la casella tramite bollettino postale, carta di credito o bonifico bancario.
• La casella sarà attivata solamente dopo la ricezione via fax della documentazione sottoscritta allegando documento identità al numero di fax 0575 862026.
 
Il servizio di help desk verrà erogato tramite il numero 0575/0500.



Permesso auto Centro Storico

 Il Comune di Lucca ha stabilito che l'accesso dei medici al Centro Storico ZTL è regolamentato nella seguente maniera: il medico che necessita di accedere alla ZTL per effettuare una visita domiciliare ad un suo paziente, comunica per e-mail o per fax al personale di segreteria dell'Ordine dei Medici di Lucca il numero di targa del suo autoveicolo, l'indirizzo a cui viene effettuata la visita domiciliare, oltre che la data e ora indicativa di accesso; il personale di segreteria provvede ad inserire tali dati nel sistema operativo della METRO per evitare l'erogazione di una multa per accesso improprio alla ZTL. La comunicazione deve essere effettuata entro 48 ore dall'esecuzione della visita stessa.

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Lucca
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